Tachina

domenica 1 marzo 2015

Esperienza fr. Mauro

ancora una esperienza di Fratel Mauro che ringraziamo di cuore per comunicarci questi suoi bei sentimenti....

IL SORRISO DEL POVERO

Ecco il racconto di oggi. Non riuscivo a non scriverlo e così di getto eccolo a voi. Grazie che mi sopportate nella lettura. Vostro, mauro.

Gabriel, qui chiamato comunemente con il suo cognome Mina, è un ospite dell'asilo. Non so da quanto. Lui è disabile fisicamente: si esprime solamente con dei vocalizzi che rasentano delle vocali ... ma chiamarle vocali è molto. Conserva le sue capacità cognitive, tanto da renderlo abile a tenere sotto controllo tutto quanto succede attorno a lui. Conosce le abitudini, le modalità di lavoro sia rivolto a lui, sia rivolto agli altri. Nel "comedor", il refettorio, tiene tutto sotto controllo e non gli sfugge nulla. Suscita molta tenerezza e attenzione da parte di tutti, anche perchè lui sa farsi voler bene. Muove, oltre al collo e alla testa, solo il braccio destro con cui mangia, indica, si fa' forza quando lo si mette a letto e lo si alza alla mattina. Si appende ad un sostegno sopra il letto e l'operatore lo adagia nel suo giaciglio. Non si lamenta mai!!!
È intelligente: stamattina ho scoperto che gioca da solo a Domino e riesce a capire, e ad arrabbiarsi, se qualche giocatore con lui imbroglia.
Quindi in una parola: la mascotte dell'asilo.
Questa sera, al termine della messa a letto serale, sento da lontano il suo richiamo. Sapeva che io ero nel corridoio per gli ultimi aggiustamenti. Mi fa spegnere la televisione che ha in camera sua (di solito la guarda con piacere fino alle 18.30 circa) e abbassa il lenzuolo. Come a dirmi che aveva bisogno qualcosa. Mi indica il ripiano sottostante alla televisione. Io guardo ma non c'è nulla che può servirmi. Anche lui, dopo essersi sporto per vedere un po' meglio, si arrende. Gli chiedo se vuole il pannolone (richiesta che lui fa quando ha bisogno di scaricarsi) e lui annuisce mostrandomi la soddisfazione per aver capito.
Operazione piuttosto delicata. Le sue gambe tendono a stringersi e posizionare il pannolone richiede scaltrezza e abilità. Cerco di posizionarlo al meglio, dopo una serie di rotazioni nel bacino a sinistra e a destra. Faccio fatica. Alla fine riesco. Lui ha fatto la fatica maggiore: con me che non sono per niente abile. Ottengo il suo assenso.
Non è finita. Devo aggiustargli il cuscino che tiene sotto le caviglie. Anche qui due o tre manovre, ma a termine tutto bene.
Riassetto il lenzuolo. E qui l'inaspettato saluto a mano aperta, con un sorriso che fa evidenziare i suoi denti bianchi nella sua pelle nera. Un saluto che è tutto particolare. Come dire: "È andato tutto bene. Sono a posto! puoi andare!". E io corro a scrivere queste mie impressioni.
Sì, perché probabilmente è la risposta che cercavo a tante domande che in questi giorni mi frullavano in testa.
Il Cottolengo diceva che: "I poveri saranno quelli che vi apriranno le porte del paradiso".

Fratel Mauro 






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