Tachina

lunedì 23 febbraio 2015

Fr. Mauro a Quito

Ciao a tutti,
continua l'esperienza di fr. Mauro con noi qui a Tachina. Il fratello si fermerà fino al 13 di Aprile. In questi giorni è a Quito nella nostra casa con le suore e fr. Roberto. Ricevo e con gioia vi trasmetto questo suo scritto.

Fr. Maurizio
Carissimi,
da due giorni sono arrivato nella capitale ecuadoregna. Ho avuto questa grazia di poter essere qui in compagnia di fr. Roberto Trappa, cogliendo l'occasione di fare un po' di stacco e visitare la città.
Sono passato dal mare a 2800 mt. d'altezza, dal solo lenzuolo per dormire la notte a due coperte. Tutto bene!!! Non sono qui solo per staccare, ma anche per avere idea della presenza cottolenghina a Quito: attività portata avanti dalla comunità formata da sr. Franca, Sr. Anna e sr. Helena.
Venerd'i mattina sono stato nella parrocchia di Cochapamba, quartiere nella periferia alta di Quito. Qui nei locali della parrocchia le suore, con alcune volontarie danno un pasto caldo a circa una decina di anziani, fanno attività di catechesi, gestiscono un piccolo "Centro Caritas" dove si possono trovare vestiti, medicine e qualche genere alimentare. Venerdì mattina ho accompagnato sr. Franca a portare la comunione agli ammalati di questa parrocchia. Circa una decina. Le case qui sono tutte in muratura. Gli anziani ci vivono dignitosamente, offrendo una grande accoglienza. Loro aspettano molto questo momento, un momento che è importantissimo per la loro settimana. Vivono questi pochi minuti con grande fede e devozione, nonostante le loro grandi difficoltà, fisiche e materiali. Per alcuni l'Eucaristia è l'ultima àncora a cui appigliarsi per poter vivere dando un senso alla loro vita.
Nel pomeriggio di oggi sono rimasto ancora colpito dalla caritá che cercano di fare le suore.
Una telefonata di ieri da parte di un'impiegata dell'ambasciata italiana qui in Ecuador, che conosce appunto per questioni amministrative le suore del Cottolengo, racconta di un italiano che qui in Ecuador è stato vittima di un incidente stradale in motocicletta. Sembra che uno dei due arti inferiori sia compromesso. Subisce la prima operazione. Le suore sono interpellate perché non si hanno notizie di conoscenti qui in Ecuador. Sr. Anna va a visitarlo cercando di portargli ciò di cui può aver bisogno.
Sono rimasto stupito innanzitutto per la disponibilitá ed immediatezza dell'intervento delle suore. Ho cercato di immedesimarmi nel ferito e cercare di capire come si potesse essere sentito quando una suora, italiana, le ha fatto visita in ospedale. È stata veramente una grazia per lui. Da solo (certamente l'ambasciata italiana avrà nel frattempo fatto le sue ricerche e mobilitata per fornirgli l'aiuto necessario), senza la possibilità di procurarsi ciò che serve per un ricovero ed ecco che la Provvidenza si fa presente.
Deo gratias per la testimonianza di fede e caritá a cui ho assistito in questi due giorni.
Prima di partire per la capitale, ho avuto un'altra grazia e cioè quella di visitare il complesso educativo (Unitad Educativa S. Josè Cottolengo) di Esmeraldas situato in una delle zone più povere della città, zona dove ormai circa 25 anni fa anche i fratelli cottolenghini operarono prima di trasferirsi a Tachina con gli anziani dove sono tutt'ora.
Dicevamo ... opera messa in piedi da sr. Piera Delpero, comprendente tre lotti a cui corrispondono le tre fasce educative (il nostro asilo, le scuole elementari e la scuola media che si spinge fino ai 15 anni). Lotti cresciuti su un terreno che diventava fango, poltiglia, se non un vero e proprio fiume durante le grandi piogge. Ora è tutto asfaltato. I bambini, i fanciulli e gli adolescenti che frequentano la scuola vanno dai 3 ai 15 anni, tutti rispettivamente con la loro divisa.
Sr. Giusy mi conduce nella visita in questa realtà. All'asilo, non appena i bimbi vedono sr. Giusy entrare in classe (sr. Giusy è la delegata del Vescovo per questa scuola) prorompono all'unisono con un corale "Buenos dias, madrecita Giusy!" (Buon giorno, suor Giusy - madrecita è un diminutivo affettuoso molto usato). E lei presenta me. In tutte le classi dell'asilo cantano una canzoncina diversa a noi due, per questa visita imprevista ma piacevole. Sono proprio bellini i bambini in questa etá: ed è bello saperli lì all'asilo, dove comunque ricevono affetto tramite l'educazione di base. procediamo alle elementari e alle medie e io rimango sempre più ammirato sia dei lavori fatti, delle strutture utilizzate e dell'attivitá portata avanti grazie al lavoro degli insegnanti laici (e con sr. Rosetta) e dagli amministrativi. In tutto sono circa 790 ragazzi e ragazze che frequentano questa unitá educativa. sono presenti anche le perle (il Cottolengo chiamava così i più bisognosi), i cosiddetti disabili sia fisici che mentali. Proprio bello, proprio una grande testimonianza di attenzione e di integrazione verso i più deboli. La visita termina con il (buon) pranzo preparato da sr. Lucia (grande!) mentre noi visitavamo la scuola.
Ora sono qui a Quito. Domani, come nella mattinata di oggi, ci dedicheremo un po' al turismo. Ho una gran voglia però di ritornare a Tachina, vuoi per il tempo meteorologico più adatto a me, vuoi per il servizio da svolgere, vuoi per rientrare in comunità. Sono veramente grato a Dio e a chi ha permesso tutto ciò che sto vivendo. 
Alla prossima! 

fr. mauro

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