Tachina

sabato 17 agosto 2013

Lettera di Irene

Dall’altra parte del mondo, c’è una piccola grande casa abitata da fantastiche persone che si occupano di altre fantastiche persone, ed io, queste persone, ho avuto la fortuna di conoscerle in quest’ultimo mese. Sono passati solo sei giorni dal mio ritorno in Italia, ma in realtà la mia mente è sempre lì con voi.
Mi sono fatta travolgere dalla potenza dell’asilo degli anziani di Tachina, e consiglio ai futuri volontari, che avranno l’opportunità di andare, di lasciarsi trasportare da quel mondo così diverso dalla nostra quotidianità. 
Sarete accolti in questa grande famiglia, con la super guida di Fratel Maurizio, e piano piano vi sentirete a casa. Io avevo un mio posto preferito, la sedia a dondolo davanti al rio e al bananero: potevo leggere, potevo pensare, o semplicemente ammirare lo spettacolo del tramonto. 
Uno dei regali assicurati a Tachina è proprio la straordinaria bellezza a cui potrete assistere ogni giorno intorno alle 18: il sole cade giù e tutto si colora di giallo, rosa, celeste, sfumature indecifrabili; il suo cielo ricco di nuvole dense che si alternano tra loro, nuvole scure, chiare, grigie, raggi di sole che si fanno spazio. Una vera prelibatezza per gli occhi, e per la mente. 



L’asilo di Tachina è un luogo sacro, la pace e la serenità si respira tutti i giorni. Il regalo più bello che mi porto a casa è sicuramente l’aver conosciuto tutte le persone che vivono e rendono viva Tachina. 
Sono una fisioterapista, e ho cercato di fare il mio lavoro con tutta la passione che ho, cercando di portare un po’ di sollievo a chi, degli anziani, ne aveva bisogno. Ho scoperto che, anche lì, ogni anziano ha una storia da raccontare, una sua piccola grande verità. 
Gli anziani hanno bisogno di essere ascoltati, hanno bisogno di ridere e scherzare, passando l’ora degli esercizi con più serenità, in modo che oltre che alle gambe o alla schiena se ne va anche un po’ di malinconia. 
Ognuno degli abuelos ha un piccolo spazio nel mio cuore, ognuno mi ha lasciato qualcosa. L’asilo di Tachina per me ha tanti volti, non posso non nominare Daira e la mia incapacità di farle la treccia ai capelli, Nicolas con i suoi occhi che raccontano un mondo, Mina con il suo sorriso spalancato al mondo, Luis e il suo sguardo al cielo, Elio e il suo modo di dirmi grazie senza dire niente, Murillo e i suoi abbracci, Pepe che non si sa se ride o piange, Gloria che sono riuscita a far ridere, Olga così bella, Carmen e il suo modo di scherzare, Ana, e tanti tanti altri.. 
Tutto il lavoro in fisioterapia non sarebbe stato possibile senza l’aiuto, fondamentale, di Junior e Roy. Siamo riusciti, giorno dopo giorno, a diventare una squadra, giorno dopo giorno loro insegnavano a me, io insegnavo a loro. Una splendida collaborazione grazie alla quale ho migliorato il mio spagnolo, ho conosciuto la vita dei miei coetanei così diversi da me, ho fatto belle risate, e spero di aver insegnato quello che so di fisioterapia. 
Anche se la traduzione di “mi raccomando” in spagnolo non esiste, ho cercato di spiegare ai miei due amici colleghi, di continuare quello che abbiamo iniziato insieme, di prendersi cura degli anziani più gravi, e sanno che per qualunque dubbio o domanda io sono qui pronta a rispondere se posso. 
All’asilo di Tachina lavorano tante belle persone, una tra queste è Neo, che è stata mia amica e mia splendida guida turistica. Ma ciò che ha reso questa mia esperienza ancora più bella sono stati i fratelli di Tachina e la loro naturalezza e semplicità nel dedicare la vita agli altri. Fr Maurizio è stato per me una guida, sempre disponibile e premuroso, mi ha permesso di scoprire le bellezze intorno e dentro Tachina. 
Dal primo momento in cui l’ho conosciuto, all’aeroporto di Quito, fino all’ultimo giorno, ha saputo con i suoi sorrisi, le sue attenzioni, i suoi sguardi, esprimermi il benvenuto e la gioia di avermi con loro. 
Fr Maurizio era sempre lì a tenermi per mano. Fr Pietro mi ha insegnato a vedere i tramonti, gli arcobaleni, mi ha raccontato con gioia tante delle storie di questo posto, mi ha raccontato della nascita delle banane, mi ha fatto scoprire le trappole per i topi.. Fr Pietro ha il potere di farti accorgere della bellezza del mondo che abbiamo intorno, perché lui stesso ne è innamorato. 
Fr Luciano con la sua serenità e le sue prelibate e caloriche cene, ha saputo sollevarmi da ogni momento in cui ero in difficoltà con il suo motto “io sto bene, penso a chi sta peggio di me e sto sempre bene..”. Vivere con questi tre fratelli, vivere in comunità con loro è stato bellissimo; ognuno di loro, così diversi, e così vicini, è stato importante per me. Quindi grazie a tutti dell’asilo di Tachina, grazie infinito ai fratelli. 
Colgo l’occasione anche per ringraziare e salutare Suor Anna, che mi ha permesso di collaborare con lei nel quartiere di Esmeraldas, Suor Alda che nei pochi momenti in cui ci siamo viste mi ha arricchito con le sue storie di vita, Suor Giusy e la sua splendida vitalità. Rispondo oggi alla domanda di padre Richard, che una volta mi ha chiesto cosa mi aveva spinto a venire dall’altra parte del mondo come volontaria: bene, il motivo è tutto questo e tutte le parole che non ho detto, il motivo per cui sono stata volontaria a Tachina sono tutti gli occhi che ho visto, tutte le storie che mi hanno raccontato, il motivo è che adesso che sono a casa sono ricchissima. 
Mi mancate, e spero di poter tornare presto. Ancora grazie.


Irene Piacenti


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