Tachina

mercoledì 11 luglio 2012

Lettera di Andrea

Cara Tachina,
ti scrivo perché mi manchi. Sono Andrea, l’infermiere di Verona, ricordi?? Mi hai conosciuto nel mese di Giugno e mi hai accolto con grande gioia e volontà di farmi sapere quanto sia bello conoscerti. Ora che mi guardo alle spalle e penso al momento che ho deciso di venire da te mi ricordo che non sapevo davvero ciò che mi aspettava, avevo la voglia di farmi trapassare dalle emozioni che avrei vissuto, da solo, partendo in quell’attimo. Tutto è nato per caso, il blog visto, la visita del sito dell’Associazione dei Volontari, i primi contatti con Bruno; insomma ci ho messo due secondi a fare uno più uno e prendere i biglietti per Quito. Vivevo all’Hogar de Ancianos del Vicariato Apostolico de Esmeraldas. Lì mi hanno accolto fin da subito in maniera splendida, con Fratel Maurizio e Luciano, gli anziani e tutti i dipendenti dell’asilo. Il lavoro era intenso, non nascondo il fatto che svegliarsi todos los dias a las 6 de la mañana era impegnativo, ma tutto era sempre svolto e ripagato con quello spirito di allegria, fratellanza e amicizia che veniva trasmesso dalla gente, dall’ambiente e dal fatto che io da te mi sentivo necessario, mi sentivo la persona tutto fare, mi sentivo in grado di aiutare gli altri. Anche se non conoscevo lo spagnolo, ho stretto un bel legame con tutte le persone che ho incontrato nel mio percorso; diciamo che sicuramente la conoscenza della lingua sarebbe stata una marcia in più a volte per dare un senso ai gesti e ai sorrisi. Sai, la mia famiglia mi diceva che sarebbe stata messa ben alla prova la mia personalità, e avevano ragione. Non è semplice arrivare in un luogo e venire a conoscenza delle situazioni sociali presenti diverse dalla mia cultura, dei valori con il quale sono cresciuto messi in discussione dai racconti dei ragazzi e della gente incontrata. Ma allo stesso tempo mi sono sentito accolto e voluto bene come se tu fossi sempre stata la mia terra d’origine. E questo non è bello?? Ti ringrazio perché hai saputo cogliere in me lo spirito giusto per fare incidere il soggiorno da te in modo indelebile nella mia pellicola dei ricordi importanti. Porta un ringraziamento a Maurizio e Luciano, che con la loro determinazione, voglia di carità, sacrificio e competenza guidano l’asilo in modo splendido e soprattutto così mi hanno insegnato da dove ricevono tutta la loro forza. Agli anziani, che mi hanno trasmesso il desiderio di vivere i momenti con la mia famiglia in modo più intenso, la famiglia che loro purtroppo non hanno. Ai ragazzi con cui ho lavorato e a tutta la gente che ho conosciuto perché è proprio vero che “ciò che dai è tuo per sempre”. Ricordati di dire a tutte le persone che vorranno avere il piacere di conoscerti e di fare la mia stessa esperienza che vivano con te senza pregiudizi e aspettative, senza prese di posizione anticipate e con la sola voglia di mettersi alla completa disponibilità con il rispetto della tua cultura e di quella della tua gente.
Il mio, cara Tachina, è un arrivederci. Sarà sicuramente un piacere un giorno tornare a salutarti. Nos vemos, hasta pronto!
Andrea


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