Tachina

domenica 29 luglio 2012

Josè Zamora

Zamora, era il nº 1.
Quando i fratelli iniziarono il loro servizio qui all’Asilo, lui, Josè Zamora, già c’era.
Era il 1990!
È morto a soli 66 anni, dei quali 35 con parapelgia.
Ha perso il movimanto degli arti e la parola dopo un...”incidente”. Nessuno ha mai saputo veramente cosa sia successo.
Solo si sa che aveva una pallottola conficcata nel cervello in una zona non operabile.
Al momento del fattaccio aveva 4 bambini piccoli che un prete del Vicariato s’incarica di mettere in un orfanatrofio.
Quasi nulla si sa della mamma dei bambini: chi dice che è morta, chi che si sia risposata. Così Zamora inizia il suo lungo calvario qui all’Asilo.
Chi è passato di qua se lo ricorda bene: gravissimo, necessitava di tutto. Spesso crisi epilettiche lo allettavano per dei giorni, semicoscente.
Non poteva esprimersi, però capiva tutto. Solo chi lo conosceva bene poteva intuire i suoi bisogni e le sue richieste.
Davvero suscitava molti interrogativi in chi lo avvicinava...! Ci ha lasciati dopo una delle sue forti crisi epilettiche.
Al funerale c’erano i suoi figli con i nipotini. Moltissime persone. Ora riposa nel cimitero di Tachina.
Mio piace pensarlo in Paradiso dove finalmente cammina ancora con le sue gambe e non c’è bisogno del valium in vena nel cuore della notte per sedare le convulsioni.
Arrivederci Josè.

Fratel Maurizio

Nessun commento:

Posta un commento