Tachina

domenica 20 maggio 2012

Lettera per Tachina da Antonella e Silvio


Ormai a distanza di 3 mesi dalla nostra visita a Tachina scriviamo qualche riga per raccontare la nostra esperienza, ma soprattutto per ringraziare le persone che abbiamo conosciuto durante la nostra permanenza all’Hogar de Ancianos de Tachina.
Siamo 2 infermieri di Torino, ogni anno trascorriamo un periodo di tempo in centro america,
L’anno scorso, dopo aver cercato in rete qualche riferimento per il volontariato, siamo approdati su siti dove vengono raccontate le esperienze di volontariato in Ecuador; in particolare ci ha interessato la missione di Tachina, curata e gestita dai fratelli del Cottolengo. 
La nostra ricerca e’ stata motivata dalla necessita’  di dare un senso nuovo ai nostri viaggi  (o almeno provarci!), condividendo una parte della nostra vita con persone impegnate in un progetto sociale e spirituale che fosse a noi piu’ “vicino” sia dal punto di vista umano che professionale. Conosciamo lo spagnolo abbastanza da poter sostenere una conversazione, la parte della nostra professione che piu’ ci affascina e’ la relazione terapeutica e inoltre abbiamo pensato che il modo migliore per conoscere un posto e la sua gente fosse attraverso la voce degli anziani…
Ed eccoci così all’Hogar de Ancianos de Tachina!!
Siamo stati accolti con calore dagli ospiti dell’Hogar , dai Fratelli e dal personale addetto all’assistenza , così amabile e paziente nei confronti degli anziani. Tutti ci hanno sempre permesso di sentirci accolti e a nostro agio, nonostante le prime ovvie difficolta’ di adattamento per quanto riguarda i ritmi di vita ed il lavoro.
Iniziavamo la giornata alle 6 del mattino, dopo un buon caffe’ preparato da fratel Pietro, aiutando gli anziani lavarsi, vestirsi e prepararsi per la colazione; la nostra attenzione umana e professionale era rivolta in modo particolare a 2 persone che si trovavano in situazioni cliniche molto critiche: Cesar e Solis (“paisanito”, sarai sempre nei nostri ricordi). Passavamo comunque molto tempo dedicandoci all’assistenza diretta e chiacchierando con gli ospiti e le persone che lavorano all’hogar. Durante la mattinata, la Messa e’ un momento di gioia e di rinnovata speranza per tutti, straordinariamente partecipata, scandisce il tempo materiale e spirituale di tutti.
E’ davvero difficile esprimere a parole le nostre emozioni e condividere i ricordi dei giorni trascorsi all’Hogar, la ricchezza delle relazioni con gli ospiti e le persone che di loro si occupano tutti i giorni, il fascino dei racconti ascoltati in quelle settimane… quando rivediamo le foto e ricordiamo i momenti passati a Tachina sentiamo di aver lasciato qualcosa di noi lì e nello stesso tempo di aver portato con noi tantissimo, di avere contratto un grande debito di riconoscenza con tutti.
Ogni tanto ci e’ capitato di fare il conto delle ore e pensare a quale momento della giornata stavano vivendo in Ecuador, all’Hogar: se lì è mattino presto pensiamo a Cabeza ( il guardiano notturno ) che insieme a Juan de Dios ascolta la radiolina dandoci per primi il buongiorno… se è l’ora della colazione ci immaginiamo Ana, soprannominata da noi anche “Atacames” (nota località balneare della costa nord dell’Ecuador) che tutti i giorni a qualsiasi ora del giorno, appena ci incontrava, ci chiedeva appunto se eravamo già stati ad Atacames… Una signora davvero simpatica con un allegria contagiosa.
Nei nostri pensieri c’è spesso Gloria, una giovane signora di 62 anni, purtroppo ammalata da tempo di  Parkinson in uno stadio già avanzato nonostante la giovane eta’, che presentava sintomi invalidanti con perdita dell’autonomia:  siamo contenti di essere riusciti insieme a Maurizio a convincerla ad assumere la terapia con Levodopa che ha dato buoni risultati a distanza di poche settimane…vederla piano piano prendere il bicchiere in mano e bere da sola , girarsi nel letto e sollevarsi seduta senza bisogno di aiuto, vedere riaffiorare l’espressività dal suo viso …che emozione!
Anche Luis, il piu’ giovane del gruppo ma senza un’eta’ certa… Sorridente, sguardo rivolto al cielo ma sempre attento a tutto quello che succede intorno.
E poi tanti ospiti verso cui ci sentiamo in debito:  Mariano, Antonio,Murillo, Borja, Ortega, e tutti quelli di cui adesso ci sfugge il nome ma di cui ricordiamo bene i volti!

Ricordiamo spesso l’Ecuador, la natura rigogliosa e straordinaria in cui ci siamo immersi e la sua gente sempre amichevole e disponibile (per quanto si legga ovunque di criminalita’ e tutti siano prodighi di consigli sulla “sicurezza”, noi siamo stati tre mesi in viaggio in Ecuador senza nessun “incidente”…)
Pensiamo veramente spesso a Maurizio, un esempio di competenza professionale, umanita’ e capacita’ organizzative (un mix davvero raro!), una persona che non si risparmia mai in ogni situazione eppure, anche quando e’ stanco, capace di far sorridere grazie al suo umorismo ed alla sua ironia… ma per quanto ci riguarda, nonostante ci conosciamo da cosi’ poco tempo, soprattutto un amico. Grazie anche per averci fatto sentire utili fin dall’inizio, quando eravamo piu’ “spaesati” e anche per avere ascoltato (con pazienza…) i nostri pareri professionali nonostante la tua grande esperienza!
Vogliamo davvero ringraziare per la loro pazienza, il loro impegno e la loro amicizia tutti i lavoratori dell’Hogar: Roy , Junior, Carlos, Danilo, Josè, Julia , Alicia…

Non e’ vero che l’esperienza del volontariato sia “senza tornaconto personale”, noi crediamo che quando si offre il proprio aiuto spesso si abbia un profondo bisogno di confrontarsi con  una realta’ materialamente piu’ povera, piu’ dura ma anche piu’ semplice e ricca di quel “senso della vita” che a volte manca nei nostri (comunque sia) ricchi paradisi occidentali, dove predomina il paradigma del profitto, del successo, dell’egoismo .
Ringraziamo quindi tutte le persone  che ci hanno permesso di sentirci utili e che ci hanno donato, sinceramente e senza riserve, la loro amicizia, la loro curiosita’, la loro rabbia, i loro sorrisi, il silenzio, la tristezza, gli sguardi, la fede, i loro racconti, le loro speranze….

Antonella e Silvio


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