Tachina

domenica 29 aprile 2012

Novena di San Giuseppe Cottolengo 2012


É sempre un’esperienza  toccante quella d’andare a visitare a domicilio  qualche anziano bisognoso o abbandonato che ci viene segnalato.
Mi stupisce sempre che chi m’accompagna nella visita, spesso uno dei nostri operai o collaboratori, quasi si scandalizza a vedere come e dove vivono alcune persone nate qui, quasi nello stesso quartiere. Non immaginavano che potessero ancora esistere situazioni del genere, soprattutto in città. E quante ce ne sono! Anziani soli, denutriti e che vivono in condizioni igieniche unimmaginabili.
Ultimamente ne ho visti diversi e tutte le volte anche per me è un momento di crisi e riflessione. Dovremmo avere centinaia di posti qui all’Asilo e una cassa senza fondo!
Invece mi trovo sempre a dover scegliere. Ed  è la parte più difficile di fronte a certe situazioni di abbandono, ma anche di malattia fisica e psichica.
Bisogna valutare la situazione economica,la condizione fisica e  mentale, l’età, la situazione familiare...
Poichè queste persone ci vengono segnalate da parroci o religiose, si cerca di trovare insieme la migliore soluzione, così che l’Asilo rimanga l’ultima opzione. Si coinvolgono catechisti e Caritas, Movimenti e gruppi giovanili,assistenti sociali e responsabili politici locali: insomma cerchiamo prima di risolvere il problema “a domicilio”.
Negli ultimi casi che ho visitato però tutte queste possibilità sono già state valutate, così che ora tocca a noi fare qualcosa con l’aiuto della Divina Provvidenza che fino ad ora mai ci ha abbandonato e che il nostro Santo Cottolengo, del quale stiamo celebrando la novena, ci ha insegnato ad invocare e lodare.
E con il Suo aiuto certamente troveremo una soluzione anche per questi nostri fratelli anziani.
Fratel Maurizio 


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