Tachina

sabato 18 febbraio 2012

Solìs


“Cosa farebbe il Cottolengo al mio posto?...”
É questa una domanda che spesso mi faccio quando  mi trovo in situazioni critiche, dove devo decidere subito.
So comunque che è una domanda che anche  molti miei confratelli si pongono. E così, quando si può, teniamo vivo il Carisma.
Mi è capitato di pormi questa domanda anche l’altra sera. Sono venute due assistanti sociali dell’ospedale pubblico: ”Abbiamo il caso de un anziano che è stato dimesso da diversi giorni, ma è ancora ricoverato perchè nessuno è mai venuto a trovarlo. È indocumentato. Lo avevano portato ancune persone che lo avevano raccolto su un marciepiade della città in condizioni critiche: piedi gonfi, respirava male, non poteva camminare.  Ora abbiamo assolutamente bisogno del letto. Por favor, hermano, aiudanos!”
È a questo punto che mi nasce la domanda...cottolenghina!
Guardo queste due assistanti sociali ben vestite ed educate e immagiono le condizioni di quest’uomo anziano e ammalato che ora vogliono sbattere fuori dall’ospedale perchè ormai non possono fare più nulla per lui e non ha nessuno che possa reclamare i suoi diritti. Molti anni fa a Torino è successo un caso più o meno simile con una certa Maria Gonnet: gli ospedali cittadini non l’hanno voluta ed è iniziata l’avventura del Cottolengo...
“Portatelo qui, siamo qui per quelli come lui...” è stata la mia unica, secca e semplice risposta.
Il giorno dopo arriva una macchina dell’ospedale con Solìs, un uomo sugli ottanta: grave, anemico e disidratato. Lo mettiamo a letto. Gli posiziono una fleboclisi e chiamo il medico. Una brutta insufficienza cardiaca gli ha gonfiato i piedi ed è dispnoico: lasix, digoxina, vitamine, rocefin,...si comincia!
Il giorno dopo Solís apre gli occhi, ascolta, chiede dov’è, ringrazia, mangia un po’ di frullato..
Ecco cosa avrebbe fatto il Cottolengo...!!
Fratel Maurizio




N. B.: grazie alle amorevoli cure di Antonella e Silvio, i due volontari infermieri presenti all’Asilo in questo mamento, ora Evergito Solìs Quiñones si alza qualche ora in carozzina e inizia a mangiare da solo.

Altre notizie
Il 7 Febbraio con gioia abbiamo accolto fra noi Antonella e Sivio, infermieri di Torino, che si fermeranno con noi fino a fine mese. Oltre alla loro professionalità, ci stanno donando la loro simpatia e la loro amicizia.           
Li ringraziamo di cuore per essersi avventurati fino a Tachina e vogliamo ricordare loro che, secondo la promessa di Gesù, nulla sarà dimenticato di ciò che faranno  per questi nostri anziani ( sia una medicazione a Cesar o un sorriso a Solís), perchè è a Gesù stasso che lo si fa.


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