Tachina

giovedì 2 febbraio 2012

Josè Nieve


Era davvero un’istituzione qui all’Asilo.
In ordine di tempo uno dei più vecchi, secondo solo a Zamora: arriva al Centro  nel 1992. I fratelli Pietro e Giuseppe già lo conoscevano perchè prima era ricoverato in un altro Asilo governativo di Esmeraldas che ora non c’è più, dove andavano ad aiutare come volontari.
Nieve era simpaticissimo. Emiplegico e afasico, si trascinava bene con il suo tripiede che mai ha imparato ad usare bene. Pur non parlando si faceve capire bene. Metodicissimo, si contrariava quando c’era anche  una minima variazione al “suo” programma e ai suoi orari: alzata, pranzo, riposo...Poteva venire anche la Regina d’Inghilterra, lui seguiva il suo orario, quallo di sempre!
Nessuno è mai venuto a trovarlo, ma se n’era fatto una ragione di vita, ed era sereno e rassegnato.
Quando s’arrabbiava, strillava come una gallina impazzita e questo metteva ilarità a tutti, alla fina anche a lui stesso.
Ci manchi molto Josè Nieve. Il tuo letto vuoto mette tristezza. Entrare nella tua stanza e non poter scherzare con te mi da un senso di vuoto.
Ci hai lassciati a soli 75 anni, improvvisamente, poche ore dopo una caduta accidentale nel “comedor”. Nessuno, nemmeno il dottore, ha ben capito cosa sia successo. Ictus cerebrale? Trauma cranico? Un malessere?...Come sempre hai mangiato di gusto e ti sei alzato per andare a riposare e sei caduto. Non è la prima volta che ti capita e come le altre volte ti sei rialzato e sei andato a letto. Alle 6 del giorno dopo ci hai lasciati senza disturbare nessuno. Non avevi parenti ai funerali, ma noi c’eravamo tutti: commossi ed increduli.
Per molti anni è stata questa la tua famiglia e per questo il vuoto che hai lasciato e come quello di quando se ne va un familiare. Davvero!
Fratel Maurizio







Nessun commento:

Posta un commento