Tachina

mercoledì 12 ottobre 2011

"Niente... e così sia"


Carissimo Fratello Superiore,
Pensavo di scrivere qualcosa che, come dici tu "graffi" l'anima della gente e, invece m'é uscito questo pezzo che, in confronto, é un valzer viennese. ma sono convinto che poi non sará la mia capacitá di commuovere a far riflettere la gente. 
Ad ogni modo gli ho volutamente messo un titolo che potrebbe far riflettere in piú direzioni e, se poi non serve a nulla, non mi resterá che dire appunto: Niente... e cosí sia!
Saluti,
fr. Giuseppe Visconti


Nel mese di giugno, s’é dovuto chiudere un padiglione al servizio assistenziale, destinandolo momentaneamente al servizio di fisioterapia, dato che il locale dove funzionava questo servizio é ormai fatiscente e il tetto un pericolo. Siccome poi, la fisioterapia costituisce una voce importante delle nostre entrate, dato che é aperta anche al pubblico pagante, si é deciso di privilegiarla in qualche modo usando il padiglione rimasto vuoto.
Il fatto poi che un padiglione sia rimasto vuoto non significa che non ci siano richieste di nuovi ingressi, ma che la quasi totalità di queste sono di persone da cui è difficile ottenere  la retta di 250 dollari al mese.
Per farvi un’idea delle nostre difficoltà economiche considerate che lo stipendio, fissato al governo, per qualsiasi lavoratore  non può essere inferiore ai 300 dollari.Nel corso del 2011  il costo dell’assistenza di un anziano non é mai stato inferiore agli otto dollari al giorno.
Questo da l’idea di come va l’economia ecuadoriana e parte delle nostre difficoltà quotidiane .
A tutt’oggi, gli assistiti da Funteman sono suddivisi in queste tre categorie:
·      Gratuiti: 9 persone 24,32%
·      Collaboratori: 15 persone 40,54%
·      Pensionisti: 13 persone 35,14%
Collaboratori sono considerate quegli anziani la cui famiglia “collabora”, appunto,  con quote che vanno dai 25 ai 150 dollari al mense mentre, come si é detto, i pensionisti pagano 250 dollari.
Un’altro componente della crisi che ci perseguita, é rappresentato dall’aiuto statale che dall’anno 2000 la Fondazione riceve dallo Stato. Ogni anno bisogna presentare un prolisso Progetto Assistenziale in cui si dimostra come, con l’aiuto statale, si migliorano le condizioni degli assistiti ma, quest’anno, qualcosa é andato storto e, a Funteman hanno diminuito la quota assegnata di quasi sette mila dollari. Così, da un giorno all’altro, ci si é trovati di fronte all’impossibilità di pagare gli operai perché la Fondazione non ha capitali a cui ricorrere in tempi come questi e, l’unico ricorso possibile era la diminuzione degli stipendiati e, di conseguenza, degli assistiti.
A tutto ciò, va ancora aggiunto che, diversi pensionisti non ottemperano l’obbligo del pagamento per il servizio ricevuto. In un anno si perdono quasi sempre due o tre mila dollari per colpa di parenti opportunisti che, quando vedono che l’anziano peggiora, smettono di pagare e, quando decede, non si fanno più vedere.
In queste condizioni é difficile vivere. Grazie a Dio non abbiamo debiti, ma non so quanto si potrà andare avanti di questo passo. I biografi del Cottolengo dicono che quando aveva problemi economici aumentava le spese e il numero degli assistiti, io invece li ho diminuiti, anche se non ho dimesso nessuno e, se qualcuno é uscito, é stata per volontà sua. Non dicono però quanto dev’essergli stata pesante questa situazione. Una situazione che, almeno in me che santo non sono, ha il potere di influire anche nel rapporto normale con le persone, e non certo in modo positivo.
Ad ogni modo continuiamo. La scorsa settimana, dopo non pochi tentennamenti, abbiamo iniziato la modificazione della vecchia cappella in disuso, per trasformarla nella nuova sala di fisioterapia.
É previsto che i lavori terminino in tre mesi. Probabile dunque, che fra cinque o sei mesi si possa finalmente disporre di questo spazio e, la fisioterapia situata dov’era la cappella, sarebbe a portata di mano per interni ed esterni. Per ora ci accontentiamo di modificarne il tetto grazie ad un insperato aiuto esterno poi... vedremo. Certamente avremo bisogno di stendere la mano. La situazione economica descritta prima é reale, e appena ci permette far camminare il carro; quindi, in nessun caso potremmo sobbarcarci lavori edilizi, era però importante iniziare perché la gente, locale, vuole vedere dove vanno a finire i soldi che donano; così in questo modo le Dame della Fondazione, hanno un motivo concreto per chiedere aiuti ai benefattori.
Poi? Poi niente. Non resta che concludere parafrasando Oriana Fallaci che testardamente, davanti al muro di una divinità che gli si nascondeva, o non voleva riconoscere, doveva anche lei abbassare la testa e dire”Niente... e così sia”.
Fr. Giuseppe Visconti
Manta  - Ecuador

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