Tachina

giovedì 24 marzo 2011

Da Tachina, Marzo 2011

- Dei tre letti rimasti vuoti, due sono già stati occupati.
Uno da Daira, la moglie di Pedrito (vedi articoletto del 16/10/2010) che, come promesso, abbiamo accolto appena potuto.
È la prima volta che all’Asilo abbiamo una coppia.
Daira è ancora relativamente giovane, ha 70’anni. Cieca, ha un carattere allegro ed espansivo: gli piace la compagnia e la conversazione, la musica e il ballo. Direi che è l’opposto di Pedro, il marito, che invece è un tipo chiuso, taciturno e che per la verità in questi giorni non sta molto bene. Non hanno avuto figli e il Parroco di Limones anni fa, quando stavano bene,  gli aveva dato un piccolo alloggio. Ora Pedro non cammina. Si ricongiungono qui a Tachina dopo qualche mese di separazione.
- L’altro letto è stato occupato da Segundo, un anziano handicappato fisico e mentale che viveva con l’unica figlia che lavora facendo le pulizie dove la chiamano. Il caso, davvero penoso, ce lo aveva segnalato il Parroco di San Martìn de Porres, ma già da tempo dei vicini di casa erano venuti a parlarci del “vecchietto che vive nella baracca  di legno e grida sempre...”. Siamo riusciti ad accoglierlo subito. La psichiatra è già venuta due volte per “aggiustare” la terapia in quanto è sempre agitato ed egressivo. Non parla e non cammina, davvero un... “cottolenghino”!
- In questo mese di Marzo più volte è passato per una visita e un saluto P. Aldo Sarotto, Padre Generale della Piccola Casa, in  visita alle nostre case dell’Ecuador. Per due volte ha celebrato la Santa Messa per gli anziani e un giorno ha condiviso il pasto con noi fratelli, intrattenendosi qualche ora con noi e gli ospiti.  Grazie di cuore, carissimo P. Aldo per la tua sincera e paterna vicinanza.  Un grazie particolare anche ai tuoi familiari che da diversi anni sponsorizzano alcuni dei nostri anziani.
- Esperienza unica (e speriamo sia devvaro unica!) quella del Tsunami del 11 Marzo. Dopo il terribile terremoto in Giappone della notte viene dato l’allarme per tutta la costa sudamericana. Il Presidente dell’Ecuador ordina l’evacuazione entro le ore 20,00 per tutti gli abitanti della costa, tra i quali naturalmente ci siamo anche noi che viviamo ad un km dall’Oceano e a 0 mt. S.L.d.M.. In tarda mattinata ci telefona il Vescovo informandoci  che alle 15,00 verranno ad aiutarci ad evacuare. Andremo tutti in una sala del Vicariato. Così alle 15,30 arriva un bus del Comune e i Viglili del Fuoco per aiutare tutti gli anziani a salire nel bus. Alcuni anziani erano felici come quando si va in gita, altri più pensierosi e preoccupati. Io li avevo informati solo un’ora prima per non creare allarmismi e nervosismo chè già noi operatori ne avevamo da vendere...! Io seguivo il bus con il nostro furgoncino con i cinque anziani più gavi. Siamo stati ospitati in una sala vicino alla Cattedrale con altri anziani, handicappati e bambini della città. Il Vescovo stesso ci ha accolti dandoci il benvenuto. Siamo stati lì fino alle 23,30 tra sirene, paure, notizie di onde che dall’Oceano si disperdevano sulla costa e... qualche bicchiere di cioccolata calda.
Alle 23,00 il Governatore provinciale ci telefona per informarci che le tre onde principali sono già passate danneggiando solo le isole Galapagos, ma senza morti.
Co la stessa procedura si organizza e si esegue il ritorno all’Hogar.
Alle 1,00 già tutti erano a letto, un po’ affamati, ma felici d’essere incolumi, a casa e ritrovare tutte le proprie cose come prima di questa “passeggiata forzata” che per tutti rimarrà per molto tempo un’esperienza e un ricordo.

Fratel Maurizio















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