Tachina

lunedì 14 febbraio 2011

Tutto in una notte!

Dora e Ambrosia da un po’ di tempo non stavano bene: mangiavano poco e ormai non si alzavano dal letto.
Ma Venerdì mattina tutte e due erano gravi con dissenteria, disidratazione, semi-coscenti.  Abbiamo posizionato un catetere e iniziato fleboclisi.
A Dora, di appena 76 anni, abbia inserito anche un sondino nasogastrico per alimentarla.
Ambrosia di anni ne ha 85. È quella che fumava la pipa. Ha subito presentato un quadro clinico preoccupante con complicazioni respiratorie e infezione urinaria. Necessita ossigeno e aspiratore.
Sappiamo che gli anziani, come i bambini piccoli, possono fare questi “scherzi” ed aggravarsi improvvisamente, dalla sera al mattino. Soprattutto se, come Dora e Ambrosia, sono persone che non sanno esprimere i loro bisogni e dobbiamo intuire noi quando non stanno bene.
Nella stessa notte di Giovedì, Mariano è caduto  mentre andava ai servizi e ora non cammina. Non ci sono fratture o ematomi, però o per lo spavento o per il dolore, sta di fatto che ora anche Mariano è in carrozzina. E dagli “autosufficienti” è passato nella “casa 1”!
Sempre Giovedì notte Ruben si schiaccia un dito sulla porta d’alluminio del bagno: unghia e falangetta si stanno necrotizzando.
Non basta perchè Venerdì mattina alle 6, mentre usciva dalla stanza per andare al refettorio, Cesar, avendo dimenticato il bastone, cade e si rompe un femore (frattura al collo del femore). Potete immaginare il dolore del pover’uomo e il tipo d’assistenza che ora necessita. Proprio Cesar che gli piaceva così tanto camminare e nella sua confusione mentale camminava tutto il giorno da un posto all’altro cercando non si sa bene cosa.
E così, tra Dora e Ambrosia, che stanno raggiungendo... “la meta” tra flebo, cateteri, medicazioni, sondini e pappette e tutti gli altri infortunati con i loro antidolorifici, iniezioni, fisioterapia e medicazioni varie, anche la vita dell’Asilo in questi giorni è diventata per tutti alquanto frenetica!
Alla sera siamo stanchi e i piedi fanno male, ma siamo felici d’aver avuto anche oggi la possibilità di dare “un bicchire d’acqua a uno di questi piccoli...”

Fratel Maurizio









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