Tachina

giovedì 20 gennaio 2011

Humberto Cortez

Se ne andato così, senza disturbare, senza far rumore.
Così come aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita qui tra noi.
Humberto Cortez , da anni in carrozzina,si illuminava quando gli parlavi di Montalvo, il suo paesino d’origine dove aveva passato tutta la sua vita, o della sua “finca” (la piccola fattoria) dove, diceva, oltre a galline e mucche aveva anche...cavalli!
Il suo unico sogno era di ritornare un giorno tra i suoi animali e i suoi campi.
Problemi di salute e contrasti familiari lo hanno portato qui all’Asilo una decina d’anni fa.
Quando ancora camminava se n’era andato un paio di volte, ma la solitudine, la fame e problemi di salute lo hanno ricondotto nuovamente qui.
Rare le visite.
Soffriva di dolorosissime pielonefriti ormai resistenti a tutti gli antibiotici.
È stata un’ennesima infezione urinaria con conseguente nefrite a portarselo in cielo martedì scorso. Aveva 89 anni.
Lunedì pomeriggio P.Rechard gli aveva dato l’unzione degli infermi e mercoledì Don Piero celebrava il suo funerale sotto lo sguardo incredulo di tutti.
Momenti importanti e ricchi di significato quelli dei sacramenti: si sentiva forte la vicinanaza di Dio.
Quel Dio che è sempre stato presente anche nella tormentata e sofferta esistenza di Humberto.
Quel Dio che ha promesso un Premio Eterno soprattutto per gli ultimi e poveri, per gli abbandonati e ammalati.
Per quelli come Cortez.

Hermano Maurizio


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