Tachina

domenica 17 ottobre 2010

Senza rete

Vivere di Provvidenza o senza una rete di salvataggio, é che ogni tanto la cosa si fa... emozionante!
Funteman ricava piú del 70% del suo bilancio dall’autofinanziazione cioé:
1)    Rette degli anziani che possono pagare per il servizio ricevuto
2)    Eventi sociali realizzati dalle Socie della Fundaczione
3)    Sala di fisioterapia aperta al publico
4)    Tassa di associazione della Socie
Lo Stato equatoriano ci passa una retta di un dollaro e mezzo al giorno per anziano, calcolato su una presenza media di 48 ospiti che corrisponde, punto piú, punto meno, al 20% del bilancio annuale (sembra poco, ma fino a due anni fa questa cifra era di sessanta centesimi!).
Il resto é frutto di donazioni spontanee della cittadinanza che stima e rispetta il lavoro fatto dalla Fondazione in questi vent’anni di vita. E davvero bisogna riconoscere che queste signore hanno saputo fare un gran lavoro, non solo di coscentizzazione sociale, ma anche di superamento personale, peché collaborare per tanto tempo non é facile. Comunque lo hanno saputo fare senza creare mai grossi screzzi tra loro e sapendo conservare la buona fede della gente che collabora e, per questo, il gruppo di anziani assistiti non ha mai risentito delle ristrettezze economiche che vive la gente comune.
I problemi della Fondazione cominciano quando si vuole fare qualcosa che esuli un poco dalla normale amministrazione. Lí si, non ci sono margini di manovra e dobbiamo affidarci totalmente alla Divina Provvidenza e lavorare quindi... senza rete!
Attualmente stiamo cercando di riadattare una cappella in disuso per utilizzarla come nuova sala di fisioterapia, perché al momento, questo servizio funziona in una struttura che a quasi ottant’anni e il cui tetto é in uno stato calamitoso. Ma c’é anche un altro motivo per cui vogliamo muovere il servizio, ed che, nel giro di un anno o due, Funteman potra utilizzare un terreno limitrofe che attualmente usa una scuola e, quella vecchia cappella, ha una posizione strategica per l’accessibilitá dall’esterno dei pazienti esterni.
Due anni fa avevo fatto fare un progetto con tutti i crismi e carmi da presentare al Ministero che collabora con la Fondazione. Sembrava che la cosa andasse in porto e c’eravamo illusi anche un po’, alla fine peró, ci é stato detto che, per legge, quando il Ministero finanzia progetti a organismi privati come Funteman, anche se sono di servizio publico, esigono la dazione in comodato del terreno su cui sorge l’opera. E lí ci siamo fermati perché il terreno non é della Fondazione, anzi noi stessi l’abbiamo ricevuto in comodato dal Ministero della Salute, il quale certo non lo cederá ad altri ministeri.
A questo punto la Fondatrice, che é una donna con “grinta” é partita alla carica convinta che colui che a suo tempo aveva fatto costuire la cappella in memoria di sua madre, ci avrebbe aiutato a trasformarla in qualcosa di utile, visto che attualmente non la si puó usare. Il signore, che é anche un’importante figura politica, ci ha accolti nel suo giardino colmo di una fantastica collezione di orchidee in fiore ma, dopo aver ascoltato la Sra. Vittoria, ci ha risposto bellamente di no. I tempi (economici) non sono buoni..., sua madre voleva una cappella ecc. Abbiamo assicurato che ovviamente nella struttura definitiva di Funteman ci sará una cappella che porterá il nome di sua madre, ma la cosa non é bastata a smuoverlo. “Hermano – diceva la Sra. Vittoria al ritorno dall’appuntamento, no me lo esperaba, lo conosco desde que era chiquito, es verdad que no hay que esperar mucho de los que tienen mucha plata, pero encontraremos otros caminos” (Fratello, non me l’aspettavo, lo conosco da quando era bambino; non bisogna aspettarsi molto da chi ha tanti soldi. Troveremo altre strade).
Attualmente stiamo vedendo se, abbandonando il primo progetto, si riesca a modificare la struttura del tetto della cappella e, utilizzando lo stesso materiale, adattarlo alle nostre esigenze.
Tutto questo si deve al fatto che quest’anno il nostro bilancio é in rosso. Dall’inizio dell’anno abbiamo un deficit di quasi mille dollari. Certamente da gennaio dovremo ritoccare il costo delle pensioni perché a tutt’oggi il costo di mantenimento mensile di un ospite é di otltre i 200 dollari, mentre la media di una pensione é a 167 dollari.
Non si pretendono guadagni, ma non possiamo permetterci neanche debiti e dobbiamo evere un giusto margine per il miglioramento del servizio.
Quindi, ancora una volta ci si affida alla Provvidenza. Se lo riterrá opportuno, e nostri progetti servono a qualcosa nel “Suo Disegno del Regno”, qualcosa arriverá!

Un caro saluto a tutti

Fr. Giuseppe Visconti


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