Tachina

domenica 17 ottobre 2010

Josè Francisco

Quando al telefono sento la voce di P. Julio, c’è da tremare!
I casi che ci presenta sono davvero cottolenghini e lui, da buon salesiano,sa bene come…”fregarci”!
Anche con Josè Francisco è stato così.
Non avendo nè una familia, nè una casa, l’avevano accolto provvisoriamente in una scuola elementare alla periferia di Esmeraldas.
Dormiva in una guardiola e mangiava ciò che gli insegnati gli offrivano.
Persona mite, ipovedente e che cammina con l’ausilio di un bastone, Francisco non era certo il guardiano notturno ideale. Per questo è stato più volte derubato e picchiato.
Ora, oltre i suoi settant’anni compiuti, si aggiungono diversi acciacchi, tra i quali un’ipertensione difficile da controllare.
Appena ha saputo che c’era la possibilità di venire qui da noi, non ci ha più lasciati in pace.
Faceva telefonare da tutti: dal parroco, dall’assistante sociale, dai vicini “sto male, ho fame, di notte ho paura…”
Sono andato a visitarlo un paio di volte.  Sufficienti per rendermi conto della drammaticità della situazione.
Meglio stringere i letti…
Da quando Josè francisco e qui all’Asilo non è l’unico ad avere sonni più tranquilli!

Fratel  Maurizio


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