Tachina

domenica 1 agosto 2010

I barboni cittadini

Chissà perchè avevo sempre pensato che un anziano che per anni ha vissuto sulla strada in mezzo a rumore, confusione e polvere, ritirandosi in un posto come questo avrebbe finalmente  potuto  vivere giorni in pace tra il cinguettio degli uccelli, il verde dei campi, l’amicizia tranquilla e disinteressata di nuovi amici.
Mentre pensavo a un difficile inserimento per una persona che viene dalla campagna, o  montagna, dove viveva del suo lavoro agricolo, coccolato da un bel clima familiare dove alla sera trovava sempre un piatto caldo e bimbi che gironzolavano allegri per la casa.
Invece è…l’esatto contrario!
Quest’ultimi, provenienti “del campo”, s’adattano subito e senza problemi alla vita dell’Asilo, ai nuovi orari, al cibo: cordiali e socievoli, ringraziano sempre. Al contrario, i cosidetti “barboni” della città se possono scappano il secondo giorno! Solo quando presentano limitazioni fisiche (non camminano, cecità, paralisi..), sono costretti a stare qui.  Però il loro è sempre un difficile e sofferto inserimento: si lamentano di tutto, del cibo, degli orari, delle madicine. Sembra che gli manchi la confusione della città dove, anche se in un marciapiede, vivevano di espedienti e di carità.
Attualmente  c’è un gruppetto di anziani , segnalatici dai servizi sociali, che vivono sulle strade di Esmeraldas e…” candidati” per l’Asilo.  Però  parlando con loro mi dicono che assolutamente non vogliono venire in modo permanente. A loro andrebbe bene una specie di “stagionale”: potrebbero venire durante le piogge.
Forse è anche questo un “segno dei tempi” da interpretare? Sono questi anziani dei “nuovi poveri” da servire con modalità e stile nuovo?
Sappiamo che la Carità è dinamica e lo Spirito Santo non manca di fantasia!
La soluzione potrebbe essere il tenere dei “letti volanti” per i barboni cittadini che verrebbero qui a… “svernare”.
Certamente si vivrebbero meno tensioni e si eviterebbero spiacevoli fughe.

Fratel Maurizio



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