Tachina

domenica 6 giugno 2010

Olga

Nella vita ci sono dei momenti unici, importanti, che lasciano il segno. Certamente quando sono entrato nella “casa” di Olga ho vissuto uno di questi momento.
Da tempo ci avevano segnalato questo caso: una donna di 75 anni che ha avuto una trombosi, sola, senza figli, accolta da un “buon samaritano” che l’ha messa nel sottoscala di casa, assieme a biciclette e scatoloni.
Avevamo risposto negativamente per due motivi. Uno perchè davvero non abbiamo letti vuoti per le donne. Secondo perchè ci avevano riferito anche che un grupo di donne della parrocchia si erano incaricate dell’assistenza e del vitto.
“Eravamo una quindicina e ci davamo dei turni. Per un po’ di tempo tutto è finzionato bene e anche il parroco contribuiva con un piccolo aiuto economico per il cibo. Poi il servizio è diventato pesante. Alcune non se la sentivano più di lavarla e cambiarla…Ora siamo rimaste in tre e le sue condizioni di salute stanno deteriorando. Praticamente non si alza più dal letto”.
Nel frattempo cambia il parroco e arriva P.Sirnius , verbita indiano, che, impressionato dalle condizioni in cui si trova la signora,  viene subito a parlarmi.
Il giorno dopo mando l’assistente sociale che in un paio di giorni mi presenta un “informe social” completo e dettagliato: tutto corrisponde a ciò che mi avevano detto, anche sulle sue condizioni di salute, igienico-sanitarie ed economiche. È confermato anche che non ha nè una casa, nè familiari.
Sono andato a prenderla.
Nel vederla in quel pagliericcio, al buio e sola, non ho potuto non pensare alle stanze dell’Asilo: spaziose, pulite e luminose. E a un vero letto anche per lei.
Non ho potuto raggiungere l’abitazione con la macchina. Così ho dovuto portarla in braccio giù per una scarpata incredibile: con la paura di cadere, sudatissimo, quel giorno avevo anche un po’ di febbre.
Ciò a cui non avevo assolutamente pensato era dove l’avrei messa. I letti delle donne sono tutti occupati!
In macchina andavo piano non solo per schivare le molte buche, ma anche per pensare ad una soluzione . “Potrei spostare Maddalena e metterla...dove? No, forse è meglio muovere Ambrosia che è cieca e certamente s’adatta di più a un nuovo posto. La posso mettere con Francelina, no…, lì due letti non ci stanno…allora….” Solo varcando il portone di casa mi ricordo che abbiamo una stanza singola in fondo alla casa grande che usiamo come isolamento.
Spengo la macchina, scendo e do indicazioni perchè si sposti Ambrosia nell’isolamento:” Al suo posto mettiamo Olga, questa nuova amica. Ad Ambrosia ci penso io. Gli darò un po’ di tabacco e faremo una chiaccherata. Andrà tutto bene e anche Olga oggi dormirà in un letto, dopo un buon pasto caldo e un…begno allo zolfo!!”.

Fratel Maurizio


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