Tachina

giovedì 4 marzo 2010

Elio, difficile inserimento

È stato davvero difficile per Elio inserirsi in questa nuova realtà dell’Asilo.
Però Elio è un uomo inteligente e sa che comunque non potrebbe più vivere come e dove era prima.
Ha 91 anni e viveva ospite da alcune famiglie della parrocchia “San Josè Obrero” in Esmeraldas: un po’ da una e un po’ da un’altra.
Lui contribuiva con il misero sostegno che gli passa il Governo : un dollaro al giorno.
Nei periodi non piovosi gli avevano dato un terrazzo dove passava le sue giornate gestendosi le sue piccole cose. Stava lì tranquillo senza disturbare. I buoni cristiani della parrocchia si incaricavano chi per un piatto di riso, chi per lavargli la biancheria.
Tutti lo conoscevano ed era benamato da tutti: passavano a trovarlo per un breve saluto, una chiaccherata, un po’ di compagnia.
Però, come  spesso succede nella vita, negli ultimi tampi l’incontinenza e la cataratta hanno avuto la meglio sul povero Elio.
Gli ultimi mesi l’ha accolto in casa una professoressa che  conosciamo bene, sua figlia è una psicologa che accompagna spesso i gruppi qui all’Asilo.
Da tempo mi avevano parlato di Elio “fin che possiamo lo teniamo noi, poi, hermano, se proprio non ce la facciamo più…”
E così un mesetto fa sono arrivate per dirmi che anche per Elio era arrivato il momento…”che fare? Quasi non ci vede più, è disorientato, non riesce più a lavarsi, a vestirsi da solo…ora è proprio vostro!”
È così che il buon Elio un paio di settimane fa è arrivato all’Asilo.
I primi giorni sono stati difficili: non sapeva come muoversi, dove andare, mangiava poco.
Ora va un po’ meglio anche se si può dire che ormai è quasi completamente cieco. Lui ci mette tutta la buona volontà: sa che non potrà più ritornare dai suoi amici a Esmeraldas.
Speriamo almeno che vengano loro a visitarlo regolarmente.

Fratel Maurizio

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