Tachina

lunedì 14 dicembre 2009

La villetta di Julio

Il letto di Cuero é stato subito occupato da Julio e quello di Maria da Anita.
Di Anita giá avevo scritto in “solite storie” (18-11-2009): é arrivata all’Asilo il 27 Novembre.

Julio invece é un regalo che il Vescovo ci ha fatto 25 Novembre.

Quel Mercoledí in prima mattinata una signora ci porta una lettera di Mons. Arellano, nostro Vescovo, dove ci chiede la caritá d’accogliere un anziano di 85 anni di nome Julio che vive solo e che dorme in una pericolante “casetta” alle porte della cittá, nel quartire  “Concordia”.

Vado subito a vedere. La signora “della lettera” che m’accompagna mi parla un po’  di Julio.

Quando stava bene lo chiamavano per lavoretti saltuari nei giardini o pulizia intorno alle case. La Concordia é un quartiere residenziale con delle “insospettabili”  villette che dalla strada principale non si vedono!

Ora per gli acciacchi dell’etá e la cataratta non puó piú lavorare. I vicini s’impegnano ad offrirgli cibo e una signora gli da un posto dove dormire.

Ora Julio non vede quasi piú e necessita cure mediche e assistenza continua. Per questo si sono rivolti al Vicariato.

Parlando e ascoltando mi fa parcheggiare davanti ad un’ enorme villa in costruzione. Vedo solo muri, terra e calcinacci.

Il caldo afoso del pomeriggio, il silenzio impressionante interrotto solo da lontane voci e dal ronzio delle mosche rende l’atmosfera quasi irreale.

Solo dopo qualche passo vedo una catasta d’assi che con molta fantasia potrebbe sembrare una casetta! Sento delle voci maschili che parlano adagio, ad intervalli.

Faccio qualche passo nel giardino di terra rossa senza un filo d’erba e scorgo due uomini mal vestiti. Uno anziano, l’altro piú giovane.

Il piú giovane si alza per darmi la mano e mi ripete la storia di Julio. La stessa della signora “della lettera”.

Il vecchio é Julio e, oltre a non vedere, mi pare sia anche sordo.

“La prego entri nell’abitazione e veda lei stesso…”.

Entro, piegandomi, per un buco stretto e basso. Non c’é porta, né finestre.

Una rete su un’asse sostenuta da quattro mattoni, un vecchio materasso, una coperta, due camice sporche appese ad un chiodo, una grande stampa sgualcita della Madonna, un contenitore di plastica. Non vedo altro. Mi manca l’ossigeno ed esco.

La lettera del Vescovo, la testimonianza dei due vicini e ció che ho visto per il momento mi bastano…

L’unica preoccupazione di Julio é quella di ringraziare la signora che per tanto tempo gli ha offerto quel posto! A lui bastava. Il propietario della nuova villa invece deve completare il giardino!

E´venuto volentieri all’Asilo. Per lui non c’é un periodo di prova ché la “casetta” l’hanno giá abbattuta. E´giá qui definitivamente.

Bienvenido Julio. La signora la ringraziamo noi.



Fratel Maurizio

Anita y Julio 003.jpg

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