Tachina

mercoledì 18 novembre 2009

Solite storie

E’ un’esperienza che si ripete uguale e puntuale.
Da quando sono all’Asilo, quando posso, preferisco conoscere di persona con una visita a domicilio gli anziani che ci vengono segnalati e che pensiamo d’accettare.
Questo mi aiuta anzitutto a verificare le reali condizioni di povertá e abbandono nelle quali vivono. Inoltre valuto sommariamente la loro condizione di salute per sapere dove collocarli una volta all’Hogar. Soprattutto é importante che senta dalla viva voce dell’anziano/a che di sua spontanea volontá vuole venire da noi per un periodo di prova. Infine conosco eventuali familiari e so dove vivono.
Ora, come tutte le altre volte, anche visitando quest’ultima anziana di Esmeraldas, la tentazione di metterla in macchina subito e portarla all’Asilo é stata grande.
Ci era stata segnalata tempo fa da Padre Fernando, spagnolo e parroco dell’Anunciación.
Sono andato a trovarla con lui per un saluto e per concordare la data dell’ingresso.
Ci accompagnavano una nipote dell’anziana e la responsabile Caritas della parrocchia.
Giá il lasciare la rumorosa e polverosa strada principale ed entrare in questa casetta di legno buia e maleodorante é stato un iniziale “pugno-nello-stomaco”.
Adattati gli occhi al semibuio del locale, vedo l’anziana signora seduta su una sedia al centro della stanza.
Le condizioni di salute generali mi sebrano buone, peró la nonna non cammina e l’odore d’urina é insopportabile.
Trascino una sedia di fronte a lei e con un sorriso mi siedo.
Ad alta voce gli chiedo di raccontarmi un po’ della sua vita e della sua famiglia, se ha male e di cosa ha bisogno.
Solite storie!
Dei sei figli solo il piú giovane vive con lei, ma per problemi di droga e alcohol passa piú tempo in una clinica municipale che a casa. Meglio cosí, dice, perché a casa é violento e ruba tutto.
Degli altri figli nessuno vive in Esmeraldas e solo due di loro vengono a trovarla una volta all’anno, a Natale.
Solo una giovane nipote si prende carico di lei assieme a un grupo di volontarie della Parrocchia: al mattino la lavano e la siedono sulla sedia; al pomeriggio l’accostano al letto; a mezzogiorno a turno le portano qualcosa da mangiare.
Solite storie!
“Por favor hermano, portami all’Asilo con te. Sono sicura che mi troveró bene e comunque certamente meglio di qua. Sono sempre qui sola tutto il giorno”.
Mentre la nonna parlava continuavo a pensare al letto di Juana, morta recentemente. Ora vuoto!
“Porta pazienza ancora pochi giorni: ci programmiamo e il padre ti porterá presto da noi”.
Ancora una volta il Signore mi ha voluto testimone di una di queste dolorose “solite storie!”.


Fratel Maurizio


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