Tachina

venerdì 15 maggio 2009

Bentornato Ponce

Un paio di giorni fa mi trovavo al dispensario di Tachina dove avevo portato il sangue di una “abuelita” per gli esami, quando una signora arriva quasi correndo per dirmi che una macchina ha appena “scaricato” un anziano dell’Asilo davanti al suo negozio sulla strada principale: “mi ha detto lui che é dell’Asilo. Cammina male ed é senza un occhio”.
Mentalmente penso agli anziani a casa: Antonio e Juan passeggiano tutte le mattine fino alla strada principale, peró non sono mai arrivati fino al mercato e poi camminano bene e anche se Antonio é cieco, gli occhi li hanno; Emilio in questi giorni é un po’ agitato e l’altro giorno é arrivato fino all’asfalto, del resto il cancello é sempre aperto, peró l’ho lasciato alla “glorietta” tranquillo.
L’unico senza un occhio é Euclides che peró da mesi é allettato. Quindi...“no signora non puó essere uno dei miei, comunque andiamo subito a vederlo...chissá!”
Arrivati sul posto non c’era nessuno. Cerchiamo dietro il negozio, nelle stradine laterali....nada de nada! Saluto e ritorno a casa.
Svoltando dalla strada principale allo sterrato che porta all’Hogar, noto nel prato a sinistra “qualcosa” che si muove tra l’erba alta. Nello stesso istante mi raggiunge un nostro vicino “ c’é un anziano nel campo, l’hanno scaricato pochi minuti fa da una macchina che se n’é andata subito, penso sia uno dei vostri...”
Andiamo a vedere e... con mia grande sorpresa vedo Manuel Ponce, il vecchietto che aveva mandato il Vescovo a Novembre (vedi il mio articoletto del 27-11-2008) e a Gennaio, su sua richiesta, io stesso avevo portato da una sua pronipote a Tonsupa.
Quando capisce chi sono mi abbraccia e piange...” mi hanno detto che i miei figli sono morti, il marito di mia nipote se ne andato con un’altra donna lasciando i bambini piccoli con lei. Ultimamente non c’éra da mangiare per tutti e io me ne sono andato. Qualcuno mi ha raccolto e gli ho detto di portarmi qui. Ho fame. Por favor, hermano, tienimi qui all’asilo. Non me ne andró mai piú. Qui moriró e tu mi seppellirai!!
Mi sono commosso.
Appena entrati a casa, comunico a Fretel Pietro la novitá. “e giá- mi dice-, c’é il letto di Avelino ancora vuoto. Visto che non abbiamo ancora deciso chi prendere, ci ha pensato la Provvidenza...”.
Dopo un buon bagno (con sapone allo zolfo!) , lo accompagno dai suoi vecchi compagni giá riuniti al “comedor” per il rosario. Non é mancato un forte applauso.
Bentornato Ponce.

Fratel Maurizio

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