Tachina

sabato 4 aprile 2009

Giuseppe Cottolengo

La psicologia dell’etá evolutiva ci dice che il bambino appena puó intendere s’identifica con uno dei due genitori che per lui diventa il suo modello , il suo eroe, il suo idolo.
Solo con l’adolescenza si cercano altri modelli da imitare. Questi solitamente sono persone estranee al cerchio familiare: un calciatore, un divo del cinema, un cantante.
Con la giovinezza uno sceglie dei valori piú profondi e s’indirizza verso testimoni-modelli piú significativi che possono aiutare anche per una scelta di vita.
Chi come me cresce in una famiglia cristiana, oltre a Gesú, cerca modelli di cristiani autentici che incarnino alcuni valori e cosí dimostrare che vivere da cristiani anche in questo tempo é possibile e puó dar senso ad una vita.
Questa lunga introduzione per spiegare come, diversi anni fa, anch’io sia stato affascinato dalla figura e soprattutto dalla spiritualitá di San Giuseppe Cottolengo: al punto di lasciare letteralmente tutto per seguire Gesú nella Vita Religiosa secondo lo stile e il modello propostomi dallo stesso santo.
Sull’esempio lasciatomi da quest’uomo, vissuto nell’800, ma ancora cosí attuale, desidero elencarvi brevemente alcune caratteristiche della sua spiritualitá che ora come allora piú mi colpiscono e motivano questa mia scelta di vita.
Premetto che mi rendo perfettamente conto che lo stile di vita propostoci da Giuseppe Cottolengo rimane un ideale ancora da raggiungere e noi che cerchiamo di viverlo oggi sappiamo quanto lontani siamo ancora dalla meta.
Questo peró non deve scoraggiarci, ma al contrario é stimolo per migliorarci riconoscendo i punti deboli personali e comunitari, per rivederli, correggerli e indirizzarci di nuovo verso la meta.

LA SECONDA SCELTA DI DIO:
Giuseppe Cottolengo ad un certo punto della sua vita, giá quarantenne, quando aveva giá raggiunto una buona posizione ecclesiale, sociale ed economica, ha saputo mettersi in discussione.
Ricomincia da capo seguendo una nuova chiamata di Dio: si gioca tutto per servire Gesú nei piú poveri. In altre parole, si lascia mettere in crisi quando pensava d’essere giá arrivato!
É un aspetto che mi ha sempre affascinato del Cottolengo.
Anch’io nel mio piccolo sono chiamato tutti i giorni a rifare questa scelta di Dio nei piú poveri. Mai sentirmi arrivato sedendomi sugli allori!

NEI POVERI C’É GESÚ:
in un mondo che mette in discussione la stessa esistenza di Dio, che si chiede in continuazione:” ma dov’é Dio? perché non si fa vedere?” Giuseppe Cottolengo mi aiuta a trovarlo: é presente in ogli persona povera, bisognosa, ammalata. Nel povero che incontro tutti i giorni é presente lo stesso Gesú!
“L’avete fatto a me...” (Mt. 25,40 ) diventa realtá e regola di vita. Ora so dove trovare il Signore.

GRATUITÁ E GIOIA:
in una societá che materializza tutto, dove l’economia e il denaro sono diventati per molti i primi valori per cui vivere, riscoprire la gioia del servizio gratuito ed incondizionato. Nella mia esperienza ho notato che i poveri sanno, lo “sentono” se li servo per amore o per denaro!

NON SONO SOLO:
la scoperta di non essere solo in questa “divina avventura”, ma come me altri uonini e donne sono stati affascinati da questo ideale, che chiamiamo carisma.
Questo “essere in cordata” mi ha sempre aiutato molto.
Uniti in piccole comunitá, con mansioni diverse ma con lo stesso punto di riferimento, si “viaggia” insieme.
Insieme ci si corregge , ci si incoraggia , ci si aiuta cercando di ricreare quel clima di famiglia che abbiamo lasciato nelle nostre case d’origine.

DIO É PADRE:
fratelli e sorelle, religiosi e laici, ospiti e assistenti, neri e bianchi.... diverse etá, diverse provenienze, diverse esperienze , diversi caratteri... nelle nostre case siamo convinti che abbiamo un Padre comune che é Dio e quindi non possiamo che vivere e amarci come fratelli.
La spiritualitá cottolenghina é ricchissima.
Questi sono solo alcuni degli aspetti che allora, giovane ventenne, piú mi hanno attratto.
Ancor oggi, dopo 27 anni di Piccola Casa, mi affascinano e mi spronano a viverli lí dove la Provvidenza mi ha voluto.

Fratel Maurizio

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