Tachina

domenica 12 aprile 2009

Buona Pasqua da Tachina


Ho cercato di vivere questa quaresima con gli occhi, anzi con il cuore di Euclides e Cuero, i nostri due anziani da tempo allettati e che praticamente necessitano d’assistenza completa.
Cuero ha 99 anni, cieco,asmatico, con un femore rotto, si alza in carrozzina solo per mangiare. Euclides, “il ribelle”, é emiplegico, ha 86 anni, ha solo l’occhio destro, é debolissimo e ormai non riesce a star seduto piú di cinque minuti. Ambedue non hanno mai ricevuto visite.
Qui a Tachina noi non salviamo vite, accompagnamo questi anziani al “passo finale”, cercando di rendere il “passaggio” meno traumetico possibile, alleviando come possiamo le sofferenze fisiche e morali.
Anche Euclides e Cuero, come tutti noi, alternano momenti di depressione con momenti di gioia. Sí, lo sanno bene che la loro prossima tappa é quella definitiva su questa terra.
Quando la sofferenza fisica e morale prevale, “invocano” la morte, ma quando qualcuno trova un po’ di tampo per sedersi vicino a loro, allora i discorsi cambiano: prevale ancora la voglia di vivere, di parlare, di raccontare qualcosa della loro lunga vita ormai la tramonto.
Per questa quaresima ho preso l’impegno di sedermi sul loro capezzale almeno 10 minuti al giorno e ascoltare. Parlano volentieri dei loro luoghi d’origine, del loro lavoro e soprattutto della lore loro famiglie, i parenti, gli amici.
Mi impressiona come ancora si commuovono quando parlano dei loro genitori e in particolare della mamma. Come tutti anche loro ricordano tante cose della mamma: quando e come morí, quanti figli ha allevato, cosa diceva, come si comportava. Quando parlano della mamma cambiano tono della voce, si commuovono fino alle lacrime, semplici ed innocenti come dei bambini.( E a me piace pensare che”... presso la croce stava Maria, Sua Madre”, GV. 19,25).
Anche Marina, che il prossimo 20 maggio compirá 101 anni (!!), piange quando parla dei suoi genitori che purtroppo, dice a tutti, sono giá morti lasciandola qui tutta sola!
Eliseo “il profeta”, 68 anni, é paralizzato. Per le piaghe da decubito passa gran parte della giornata su un materassino antidecubiti, cambiando posizione ogni ora. Bisogna medicarlo almeno due volte al giorno. É l’ospite al quale in questo momento dedico piú tempo. Mentre lo medico parliamo molto della sofferenza, del dolore, di distacchi ed abbandini, di croce: tutto diventa cosí reale, cosí vero pensando in quasti giorni alla Sua Croce.
Anche la speranza nella Resurrezione diventa piú vera e reale.
Con le croci, i dolori, gli abbandoni di questi anziani, metto anche quelle di tutti noi che leggiamo questo blog e quelle di tutti i nostri cari, sicuri che il Signore saprá trasformare tutto in Resurrezione, in Vita Nuova, in servizio, in gioia.

ALLORA NOI TUTTI CHE VIVIAMO QUI ALL’ASILO DI TACHINA DI CUORE AUGURlAMO A TUTTI VOI E ALLE PERSONE VICINE AL VOSTRO CUORE UNA BUONA PASQUA DI RESURREZIONE.


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