Tachina

venerdì 9 gennaio 2009

Lettera di Andrea di Borgo S. Giacomo (Brescia)

E’ proprio in questa notte di Veglia e preghiera che cerco di raccontare il grande dono che Gesù mi ha voluto fare. Si, perché è stato proprio un dono lungo 3 mesi.
Ciao a tutti, sono Andrea. Quest’anno ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza a Tachina, in Ecuador.
Ho vissuto questa chiamata con serenità e voglia di viverla e ho trovato nel Cottolengo persone in grado di aiutarmi. Sono stati per me 3 mesi di..
Condivisione. Grazie a fratel Maurizio, fratel Luca e Fratel Pietro ho potuto condividere con loro le mie emozioni e i pensieri che l’esperienza mi portava a fare.
Divertimento. Ogni giorno immancabili erano le risate con gli ospiti, con le persone che lavorano nel centro o semplicemente da solo, ripensando alle situazioni della giornata.
Gesù. Forte è la sua presenza, scandita da momenti di preghiera durante tutta la giornata. Forte la sua presenza nello sguardo dei poveri, forte la sua presenza nel silenzio della chiesa. La sua parola, punto fermo della mia giornata, non necessariamente meditata e letta ma un rapporto giornaliero fatto di silenzi, parole e lacrime. Ancora viva nel mio cuore l’emozione che mi diede Fratel Maurizio quando riferito ad Alejandro in carrozzina mi disse:”Tieni, porta Gesù”.
Testimonianza. In questo periodo grande è stata la testimonianza di fede che le persone incontrate in questo cammino m’hanno dato. Fatti concreti, parole vissute che testimoniano la presenza di un Cristo vivo. Dai fratelli dell’Asilo, alle suore e padri di Esmeraldas, alle suore di Quito, ai volontari e permanenti del Mato Grosso, alle monache trappiste e a chi ogni giorno testimoniava in prima persona la propria fede.
Sofferenza. Difficile accettare quello che vedi, difficile accettare il dolore ma grande è la felicità che si prova quando si condivide la sofferenza degli e con gli altri. “Il segreto della felicità è l’amore, regalare le tue cose, il tuo tempo, perdonare, non preoccuparti mai di te ma degli altri, dire sempre tocca a me. Vi assicuro che se vi amerete non vi mancherà mai nulla”.
Viaggi. La vita era incentrata sugli ospiti del centro, mattina con colazione e igiene personale, servire pranzo e merenda e le sempre impegnative e spesso tragi-comiche levate dal letto ma nell’arco della giornata c’era la possibilità o necessità di andare in monastero per la messa, a Esmeraldas per la spesa, a far visita a qualche anziano disperso non si sa dove e non si sa in quale condizione o uscite improvvise dovute a situazioni improvvise. Un pensiero particolare al grande furgone e alla jeep compagni di tanti viaggi!!
Manuel e Cuero. Gli ospiti sono tanti e si cerca di aiutare tutti indistintamente ma Cuero e Manuel, compagni di camera, li porterò sempre nel cuore perché è con loro che condividevo la mia giornata, perché è a loro che mi sono legato come un nipote ai nonni.
Fratel Maurizo. L’aver vissuto con lui questa esperienza ha reso sicuramente l’esperienza ancora più speciale. Più di tutti Maurizio è stato per me l’amico con cui poter parlare, un esempio di come donando la propria vita testimonia il Vangelo quotidianamente.
La parte finale di solito è riservata ai ringraziamenti ma voglio concluderla con alcune righe di un libro letto in questi 3 mesi che stanno diventando parte di me, parole legate fortemente all’esperienza
“Bisogna fare in modo che l’esperienza diventi sapienza, ovvero che l’illuminazione di un momento non sparisca, ma divenga parte, anche modificandolo, del proprio pensare e leggere la storia, del percepire gli altri e interpretare la relazione, parte della propria identità, in modo stabile e definitivo”.
Assisi, 31/12/08

Andrea



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