Tachina

martedì 19 agosto 2008

Josèfelix


“Escucha hermano..., se mi porti all’Asilo, questa sera come regalo ti leggo un salmo…”.

Queste la prime parole che mi ha detto Joséfelix quando mi ha visto scendere dalla macchina quel Venerdí sera 18 Luglio.
Un quarto d’ora prima, al centro, mentre come tutti i Venerdí compravo pane, gas e viveri per l’Hogar, vedo non molto lontano la simpatica suor Enrichetta, un’anziana comboniana, vivace e generosa che quasi non si ricorda piú l’italiano. Mi viene incontro sbracciandosi: “Senti fratello, questa mattina tre giovani arrivati con un taxi, hanno abbandonato davanti a casa nostra un anziano. Ora é lí tutto sporco e stanco; noi gli abbiamo dato qualcosa da mangiare, non puó camminare...vero che lo prendi?”
“Ma dai suor Enrichetta, lo sai che non possiamo prenderli cosí, senza documenti né una raccomandazione, senza sapere chi sono, da dove vengono o almeno qualcuno che li conosce....”
“Sí, sí hermano lo so,lo so, hai perfettamente ragione, ma ora questo abuelito é li solo, povero, sporco ed ammalato,....almeno per questa notte,...almeno vieni a vederlo...”.
E come dire no a suor Enrichetta?
Certo giá lo sapevo che se lo vedevo....Del resto il cuore aveva giá prevalso sulla ragione!
Ad attendermi oltre all’anziano c’era suor Camilla che con la sua calma,precisione e gentilezza mi dice” Lo so il problema che vi stiamo dando, ma se puoi prendilo solo pochi giorni perché essendo un uomo davvero non saprei dove metterlo. Domani mattina mando subito il mio assistente a vedere dove viveva. Ho giá individuato il barrio da dove viene e conosco gente da quelle parti. Telefonami domani a mezzogiorno”.
Cosa poi sia successo, lo potete immaginare: diciamo che... ho accettato il suo regalo!
Certo che un po’ di lavoro ce lo ha dato il buon Joséfelix, viste anche le sue precarie condizioni di salute: claudicante, incontinente,edematoso, obeso....
Le ricerche ci portano a ricostruire un po’ la sua storia. Un figlio che parte per la Germania tent’anni fa e che mai piú ha rivisto. Per vivere svolge lavori saltuari o vende “erbe mediche” o legge la Bibbia ai cricicchi delle strade come pastore della chiesa evangelica “La Santitad de Dios”. Vive da un amico. Un paio di mesi fa, investito da un’auto viene ricoverato all’ospedale dal quale esce completamente incontinente e zoppicante.
Trova la “sua” casa occupata da una famiglia: il figlio del suo “amico”, approfittando della sua prolungata e forzata assenza, vende tutti i suoi averi (compresi i suoi documenti!) a parte una sedia azzurra di plastica rotta che si porterá come unico bagaglio all’Asilo. E affitta la casa.
Da allora Joséfelix é costretto a vivere con un suo amico “barbone” en la calle.
Alcune persone, tra le quali un pastore protestante, confermano queste sue disavventure.
Le ricerche naturalmente continuano. Ma per la veritá non sappiamo piú per quale direzione. Siamo arrivati ad un punto morto!
Joséfelix da quel giorno é qui con noi. Sereno, si sta riprendendo bene e ogni tanto mi ridá il “suo regalo” che io accetto volentieri tra...una iniezione e l’altra. E, credetemi che, con i tempi che corrono, ascoltare con calma un salmo, é un regalo unico e prezioso.
Hermano Maurizio


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