Tachina

sabato 29 marzo 2008

Pot-Pot

Lunedí di Pasqua 2008.

E cosí anche Pot-Pot é passato a miglior vita!
De la Cruz Betancourt Mario Francisco, per gli amici Pot-Pot, é spirato questa mattina alle 8,30 dopo lunga malattia. Francisco era come il simbolo dell’Asilo.
I fratelli lo avevano incontrato nel lontano 1990, quando iniziarono il loro servicio qui a Tachina.
Non basterebbe un libro per raccontare tutte le avventure e le disavventure, i fatti e gli aneddoti, le fughe e i ritorni, le battute e le arrabbiature di Pot-Pot . Tutti quelli che lo conoscevano aggiungevano qualcosa alla sua storia.
Da giovane lavorava in Colombia, un paio di matrimoni alle spalle, tra le varie esperieze non manca il carcere duro.
Arriva all’Hogar il 25 Ottobre del 1989, invalido e “indocumentato”. Gli piaceva pregare e partecipare alla Messa, ma anche fumare, bere e…le donne!
Tragicomiche le sue richieste mentre, tra dolori atrici, con fratel Robert al mattino gli medicavo le numerose piaghe, un’operazione che ci impegnava sempre un’oretta, ci chiedeva “un cigarrillo, una gallina y una…chica!”. Una sigaretta e il brodo di gallina glie li davamo volontieri, peró per la “chica”, bhé per questo, gli rispondevamo divertiti, dovevamo ancora organizzarci!
Bastano queste battute per dare un’idea di quest’uomo terribilmente simpatico, originale, testardo e ribelle. Il peccato e la grazia, il sacro e il profano, sono stati per Pot-Pot il cocktail normale e ideale della sua lunga vita. Ora il Dio della misericordia saprá come “aggiustare” il tutto! A noi piace pensarlo in Paradiso a far disperare qualche…angioletta!
Caro Pot-Pot, abbiamo avuto la fortuna d’essere gli ultimi ad assisterti ed amarti fino alla fine. Per questo meriti un posto apeciale nei nostri cuori.

Fratel Maurizio


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