Tachina

sabato 26 gennaio 2008

I nostri anziani

É fuori discussione che il nostro impegno principale qui a Tachina é quallo di trasformare questo Asilo in un Hogar. Ossia da “Istituto per anziani” a una famiglia-focolare accogliente, calorosa, armonica.
La decisione di Fernando di lasciare l’Hogar per trasferirsi da un suo nipote e la richiesta di Ramon di lasciarci appena troverá dove andare, mi hanno fatto molto riflettere in questi ultimi tempi. Per caritá, nessuno é perfetto!
Sinceramente non posso dire che noi fratelli, pur con i nostri limiti, non poniamo la massima attenzione a questo aspetto. Anzi! Proprio per favorire questo clima di famiglia cerchiamo di soddisfare i desideri dei nostri anziani anche al di lá del “dovuto”, compatibilmente con il molto lavoro e le tante cose da fare.
E cosí che se Nelson si sente debole, per lui c’é sempre una vitamina e per Gérman una piccola radio perché fatica ad addormentarsi alla sera. A Manuel diamo un po’ del nostro tempo anche se ci racconta fatti giá ascoltati cento volte. Un sorriso a Maria e un incoraggiamento a Magdalena non mancano nel corso della giornata.
Educhiamo anche il personale a queste piccole attenzioni “extra”. É vero che qui all’Hogar si incontrano tutte le varianti del genere umano.
É cosí che Ortega é strafelice di vivere qui e non perde occasione per esprimerlo a noi e a tutti quelli che passano di qua. Geltrudis ogni giorno ringrazia Dio d’essere qui. Humberto se solo potesse se ne andrebbe “en seguida”. Wilson (53 anni!) ha chiesto di venire qui perché solo, ammalato e non piú autosuficiente, mantre Euclides é stato portato qui dai pompieri che lo hanno trovato davanti alla loro caserma incosciente ed emiplegico. Enrique ha una figlia che (piú o meno) viene regolarmente e Juana (chissá) forse non ha mai avuto una famiglia. Eliseo necessita terapie mediche particolari con visite specialistiche periodiche , mentre Marconi “scoppia di salute”. Cangá non vede ma parla e canta e Lastra vede ma non parla. Julia cammina e lavora e Angulo da un anno é allettato. Antonio si lamenta in continuazione del vitto e Nieve mangia di tutto. E si potrebbe continuare…..
Tra questa variabilitá umana noi ci muoviamo tutti i giorni e tutto il giorno: tra Marina(100 anni!) che ci ringrazia per la semplice aspirina per “el dolor de cabeza” e José che ci accusa di rubargli…non si sa bene cosa! É la legge della compensazione.
Siamo coscienti che non possiamo accontentare tutti e sempre. Ció che possiamo fare, e lo facciamo, é mettere tutti davanti al Tabernacolo alla sera prima di coricarci, dicendo:” Ció che non siamo riusciti a fare noi oggi, fallo Tu Signore, e fa che domani sia un giorno piú sereno per tutti”.

Fratel Maurizio

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